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Giovedì, Gennaio 20, 2022

Rapallo

 Rapallo

Rapallo si trova nella parte occidentale del Golfo del Tigullio. Il territorio comunale è attraversato da numerosi corsi d'acqua e rii minori dove, nel corso dei secoli, si sono sviluppati i primi nuclei abitativi corrispondenti alle odierne frazioni e località rapallesi.
Il territorio del Comune di Rapallo si presenta vario e completo: intorno al vivace centro storico, si estende un ampio centro abitato che raggiunge le pendici delle alture che circondano il golfo.
Sulle colline, collegate da una fitta rete di sentieri escursionistici, si trovano numerose frazioni che rappresentano un legame forte tra la popolazione cittadina e le tradizioni della comunità. Sulla costa, le frazioni di San Michele di Pagana, con le incantevoli spiagge, e di San Rocco, con il bel parco e le scogliere a picco sul mare, sono angoli di paradiso i cui scorci sono tra i più belli della Liguria.

La morfologia del territorio costiero, in alcune zone frastagliato, non permette lo sviluppo di ampie spiagge sabbiose, più tipiche della zona orientale del Tigullio, ricorrendo per l'attività stagionale estiva alla realizzazione di stabilimenti balneari privati su pontili attrezzati. Sono tuttavia presenti piccole spiagge libere nella zona del Lido (tra la foce del torrente Boate e il lungomare Vittorio Veneto), presso il cinquecentesco Castello sul mare, nel quartiere storico di Avenaggi e nella baia di Prelo a San Michele di Pagana.

Architetture religiose

Tra gli edifici di culto più antichi del borgo storico rapallese vi sono la Pieve di Santo Stefano (XI secolo), l'Oratorio dei Disciplinanti (XV secolo) e la neoclassica Basilica dei Santi Gervasio e Protasio di origini medievali. Nelle immediate vicinanze del centro storico, poco distante dal Castello Cinquecentesco sul mare, è risalente al XVI secolo la Chiesa e l'ex complesso conventuale di San Francesco d'Assisi e, verso la parte orientale, l'ex Complesso Monastico delle Clarisse, oggi convertito in edificio scolastico statale, auditorium-teatro civico e museo comunale.
Un'ulteriore testimonianza della vita religiosa e monastica è rappresentata dai resti, ben conservati in alcune parti dell'edificio, del duecentesco Monastero di Valle Christi, presso il campo da golf sulla strada per la frazione rapallese di San Massimo, e ancora dai ruderi del più antico Cenobio Romanico di San Tommaso dell'XI secolo nell'omonimo quartiere presso la frazione di Santa Maria del Campo. Nella stessa frazione è presente il seicentesco Santuario della Madonna di Caravaggio, raggiungibile attraverso sentieri e antiche mulattiere e che, assieme al più noto Santuario di Nostra Signora di Montallegro a circa 600 metri sul livello del mare e con un'ampia vista panoramica sull'intero golfo di Rapallo, costituisce testimonianza della secolare devozione religiosa e popolare.

CASTELLO CINQUECENTESCO:

Tra i castelli più conosciuti del Levante Ligure, il Castello sul mare colpisce per le sue caratteristiche: una media fortezza costruita a ridosso della piccola spiaggia dei pescatori, presso il lungomare.
Edificato nel 1551 a seguito delle frequenti invasioni dei pirati, celebre è l'incursione piratesca del 1549 ad opera del Dragut, è oggi sede di eventi, mostre e manifestazioni culturali promosse dall'amministrazione civica o da enti privati. Simbolo per eccellenza della città, è stato dichiarato monumento nazionale

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Il borgo, le porte e le torri

Anticamente il borgo di Rapallo, cuore del centro storico e sede delle più importanti attività artigianali e istituzionali, era racchiuso nel periodo medievale da una cinta muraria: l'accesso era consentito solo attraverso cinque porte.
Studi più approfonditi, hanno evidenziato che in realtà il senato genovese descrisse una Rapallo cinta non da mura, di cui non esistono effettivamente tracce tangibili, bensì dalle alte case e dalle vie strette - i tipici “caruggi” che proprio per la loro conformazione urbana garantivano una sorta di cittadella murata.
Per accedere al borgo bisognava oltrepassare cinque porte: la "Porta occidentale" o "degli orti" - situata nei pressi tra la Basilica dei Santi Gervasio e Protasio e l'odierno tratto pedonale del corso Goffredo Mameli - demolita nel 1874; la "Porta Aquilonare" o di "Sant'Antonio" - sita vicino all'omonimo ospedale, il quale divenne in seguito la sede odierna del Municipio - che venne abbattuta nel giugno del 1702 per iniziativa dei protettori dell'ospedale; la "Porta di Pozzarello" o "del Molinello" - situata nella parte finale di via Venezia (l'antica Rolecca, nel centro storico) con l'argine del torrente San Francesco - demolita secondo una memoria storica del cavaliere Stefano Cuneo nel 1810; la "Porta orientale" o "di San Francesco" - nella parte a levante nei pressi della foce del torrente omonimo - demolita nel 1821 per l'ampliamento della strada carrozzabile per Zoagli – Chiavari (Via Aurelia).
L'unica porta del borgo storico che sopravvisse alle demolizioni sarà la cosiddetta "Porta delle Saline". Essa si affacciava sulle saline rapallesi (oggi giardini di piazza IV Novembre), monopolio della famiglia genovese Doria racchiudendo a ponente l'accesso dall'odierno lungomare Vittorio Veneto. Nei secoli abbellita con le tipiche colorazioni in stile genovese e con la raffigurazione pittorica del quadretto bizantino donato, secondo la leggenda, dalla Madonna nell'apparizione mariana del 2 luglio 1557 ancora oggi divide il lungomare dal centro storico.
Il controllo del borgo si basò inoltre nei secoli anche con l'uso delle numerose torri sparse lungo le colline antistanti Rapallo. Nel territorio rapallese delle tante erette nei secoli precedenti solo quattro sono sopravvissute a crolli o demolizioni necessari. Si possono citare la torre dei Fieschi, la torre Baratta, la torre dei Morello, la torre Dondero e la torre del Menegotto.
Fiore all'occhiello delle strutture sportive rapallesi, il campo da golf di Rapallo, con le sue 18 buche, è un punto di riferimento per i giocatori di golf di tutto il mondo che hanno modo di apprezzare la qualità del suo percorso e la sua invidiabile posizione. Infatti il sito gode dell'abbraccio delle montagne liguri e di alberi secolari che lo proteggono dai venti freddi invernali del nord, mentre la brezza marina regala una piacevole ventilazione che attenua il caldo nei mesi estivi.
L'invidiabile scenografia naturale per un tratto del percorso è arricchita dall'affascinante vista dei ruderi del duecentesco monastero di Valle Christi.

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Portofino

Portofino

Il comune è situato nella parte occidentale del Golfo del Tigullio, in una baia ai piedi dell'omonimo promontorio, a circa 36 km ad est di Genova.

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L'intero territorio comunale è compreso nel Parco Naturale Regionale di Portofino e nell'Area naturale marina protetta di Portofino.
Il modo migliore per apprezzare le meraviglie del parco è quello di percorrere i suoi sentieri più caratteristici ed affascinanti, tutti adeguatamente segnalati. Attraversandone la fitta rete di oltre 60 km, è possibile scoprire la ricchezza e la varietà degli ambienti naturali, dei panorami e dei complessi monumenti del promontorio.
A Portofino ha termine la strada provinciale 227 che permette l'unico collegamento carrabile con la vicina Santa Margherita Ligure. Un antico percorso pedonale, sulle alture, percorre il tragitto in forma non carrabile e permette inoltre il collegamento con vari comuni limitrofi tramite ramificazioni.
Alternativa può essere il battello con partenze quasi ogni ora dalla passeggiata a mare di Rapallo con scalo a Santa Margherita Ligure. Ci sono inoltre collegamenti anche con Camogli, la Baia e relativa Abbazia di San Fruttuoso e Genova.

Questa splendida località balneare, immersa in un’atmosfera antica, fatta di tradizioni marinare è stata ed è tuttora amatissima da artisti, personaggi famosi e scrittori che ne hanno decantato le lodi.
La “piazzetta”, punto di ritrovo del jet set internazionale è il simbolo di Portofino, mentre il porticciolo con le caratteristiche abitazioni dai colori vivaci è lì a testimoniare la grande tradizione marittima di questo borgo, i cui abitanti erano chiamati da greci e romani “delfini”, per l'abilità nella navigazione.

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Il fascino di questi luoghi, la buona cucina della Liguria e i tanti itinerari culturali e naturalistici fanno di questo angolo del golfo del Tigullio una meta ideale in tutti i periodi dell’anno, sebbene la maggior parte dei turisti la apprezzi soprattutto durante i mesi estivi, quando la natura rigogliosa e le tiepide acque del mare rendono Portofino un angolo di paradiso.

Da vedere

Tanti i luoghi di interesse naturalistico e culturale, a cominciare dalla Chiesa del patrono di Portofino, San Giorgio, costruzione del XII secolo, al cui interno sono custodite le reliquie portate dai marinai di ritorno dalle Crociate, e dal cui sagrato si gode un magnifico panorama.

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Nella vicinanze sorge il castello Brown, una fortezza immersa in uno splendido giardino pensile, caratterizzata da pareti con bassorilievi ed arredi architettonici in marmo e in ardesia.
Da qui si giunge al faro, situato su Punta del Capo (Punta Portofino), che domina tutta la baia. 
Interessante anche l'Oratorio della Confraternita dell’Assunta, in stile gotico, che custodisce diverse opere d’arte, tra cui una statua lignea del XIX sec. raffigurante l’Assunta.

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Da fare

Chi ama le tradizioni, passeggiando per le strade del borgo, può visitare le botteghe di artigianato come quelle in cui le donne del posto lavorano ancora gli eleganti merletti in filo di Fiandra con l’antica tecnica del tombolo.


Per immergersi nella natura tipicamente mediterranea è d'obbligo un'escursione sul monte di Portofino, che regala emozioni e piacere intensi o una gita in barca nel golfo del Tigullio a contatto diretto col suo bellissimo mare.

Frequenti, in particolare nel periodo estivo, eventi e serate mondane che hanno reso famosa Portofino a livello internazionale, tra questi le spettacolari regate.

Tra le manifestazione di carattere religioso, interessante è la festa in onore del patrono San Giorgio (23 Aprile), con la processione e il caratteristico falò che illumina la “piazzetta”.

Portofino offre un'ottima cucina a base di pesce, tanti i ristoranti dove gustare le specialità di mare, ma anche la tipica ricetta della zona:  la “lasagna di Portofino”, prelibato piatto con un condimento a base di pesto. Prima della cena tutti in “Piazzetta” per un aperitivo con con focaccia genovese e “Giancu de Purtufin”, miscela di uve del territorio, limitata alla sola produzione locale.

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Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure è situata sulla Riviera di Levante in Liguria, nella parte orientale del Promontorio di Portofino e nella parte più interna del Golfo del Tigullio. L'abitato, che dista circa 35 km da Genova, è circondato da colline ricoperte di vegetazione mediterranea sulle quali si trovano ville e giardini con vista sulla Costa dei Delfini, che unisce la città a Portofino.
Il porto è utilizzato per l'ormeggio, accanto ai tradizionali pescherecci, imbarcazioni da diporto di piccole e grandi dimensioni; esso è anche sede di importanti attività legate agli sport del mare (vela, canottaggio e subacquea) e di eventi mondani legati alle grandi regate internazionali
ospitate. Parte del territorio comunale di Santa Margherita Ligure è compresa nel Parco Naturale Regionale di Portofino; lo specchio acqueo antistante il Promontorio di Portofino fa parte dell'Area Marina Protetta di Portofino.

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L'espansione urbana vera e propria ebbe inizio soltanto nella seconda metà dell'Ottocento, dopo la costruzione della linea ferroviaria. Con l'avvento della strada carrozzabile per Portofino e della ferrovia a Santa Margherita iniziò il periodo d'oro della Costa dei Delfini, che vide la costruzione di favolose ville e grandiosi alberghi.

Le frazioni

Paraggi, Nozarego e San Lorenzo della Costa sono le tre frazioni di Santa Margherita Ligure.


Paraggi è il risultato di quello che fu un piccolo abitato di pescatori e mugnai (sono famosi i mulini che si trovavano lungo l'odierna via dei Mulini). Oggi è un rinomato centro balneare: spiaggia attrezzata, ricettività di alto livello, locali di tendenza. Si trova lungo la strada che da Santa Margherita Ligure conduce a Portofino.

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Nozarego si può definire una naturale terrazza panoramica su tutto il Golfo del Tigullio: da vedere la parrocchiale di Santa Maria Assunta, con il piazzale in tipico acciottolato ligure (risseu). Si trova a circa 2 Km dal centro, raggiungibile sia in macchina sia a piedi, lungo le creuze, i bellissimi sentieri immersi tra il grigio della pietra dei muretti a secco e il verde della ricca vegetazione locale. Da Nozarego partono inoltre diversi sentieri del Parco di Portofino.
San Lorenzo della Costa: distante all'incirca quattro chilometri dal centro urbano sammargheritese, la frazione collinare è situata a 198 metri sul livello del mare lungo uno sperone roccioso circondato da tipiche coltivazioni ad ulivi con la caratteristica tecnica ligure dei terrazzamenti. L'abitato è costituito principalmente da nuclei minori di case sparse, lungo la principale strada provinciale Via Aurelia.

Cosa vedere

La chiesa di San Lorenzo

Dell'antica struttura in stile romanico rimangono ad oggi alcune tracce di colonne di fronte alla facciata marmorea , realizzata nel 1902, e altri ritrovamenti all'interno dell'edificio. La struttura odierna si presenta con una divisione a tre navate , con otto cappelle laterali e pregevoli
decorazioni in stucco dorato i stile barocco e marmi policromi .
Tra le opere pittoriche e scultoree conservate vi è il trittico di Sant’Andrea nella terza cappella della navata sinistra. L'opera raffigura al centro il Martirio di sant'Andrea e negli sportelli laterali Le Nozze di Cana e la Risurrezione di Lazzaro di scuola fiamminga di pregevole fattura. Sono presenti all’interno ulteriori dipinti del pittore Luca Cambiaso e statue lignee di Anton Maria Maragliano.


Basilica di Santa Margherita
Si racconta che un marinaio di un brigantino spagnolo assistette nel 1135 alla miracolosa apertura del cofanetto contenente le reliquie di Santa Margherita d'Antiochia, destinate ad essere trasportate in Spagna. Per la sua intercessione, i resti mortali della santa furono posti con altissimi onori nella chiesa che porta il nome della martire cristiana, in Santa Margherita Ligure.
Nel 1658 fu iniziata la costruzione della Chiesa, sul luogo in cui documenti attestano l’esistenza di un edificio di culto risalente al secolo XIII. La costruzione attuale fu eretta su progetto di G.B. Ghisio, il quale ideò un edificio con pianta a croce latina, diviso in tre navate da colonne e sovrastato da una cupola. Un secolo più tardi fu realizzata la facciata opera di Carlo Orsolino, che aveva presieduto ai lavori del campanile nel 1750. La facciata mostra nelle nicchie le statue in stucco degli apostoli Pietro e Paolo, affiancate rispettivamente da bassorilievi “La chiamata di Pietro” e “La vocazione di Paolo”. Nel 1750 venne realizzato il campanile sull’angolo destro. La Chiesa fu consacrata nel 1770, come attesta la lapide in facciata posta sopra il portale maggiore, e venne restaurata nel 1775, come si rileva da due tavolette poste sulle porte secondarie. Nel 1890 vennero riparati sia l’interno che l’esterno del campanile e, nello stesso anno, i documenti di archivio attestano una proposta di restauro della facciata esterna. Il campanile, che conclude la facciata sinistra, fu edificato nel 1927.

Chiese a Santa Margherita Ligure

Chiesa di San Siro

Le prime citazioni documentarie della chiesa datano all’inizio del XIII secolo. Il suo borgo è in collegamento con l’altra chiesa di rilievo di San Lorenzo della Costa, lungo una direttrice viaria già utilizzata in età romana. L’edificio si presenta con una facciata ottocentesca, di gusto classico, con decorazioni barocche all’interno di epoca con il seicento e settecento genovese . Sempre all’interno sono presenti pregevoli dipinti di Giovanni Battista Paggi , Gio Andrea De Ferrari e di Valerio Castello.

Parrocchiale di San Giacomo (Santuario di N.S della Lettera)

L'attuale chiesa parrocchiale fu costruita nel corso del XVII secolo ma alcune fonti storiche documentano l'edificio già a partire dall'anno 1000; essa fu soggetta inizialmente all'abbazia di San Fruttuoso tra Santa Margherita e Camogli nella baia omonima. L'edificio è diviso a tre navate e all'interno sono presenti, oltre alla già citata statua della Madonna della Lettera scolpita nel 1766 da ignoto scultore, anche diversi cicli di affreschi del pittore Nicolò Barabino. La facciata in stile
barocco ospita al centro, in una nicchia, la statua marmorea di san Giacomo.

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Chiesa San Giorgio

Santuario di N.S. del Carmine di Nozarego

Si hanno notizie del primo insediamento intorno all’anno 1000 , Venne ricostruita nel 1725, si attribuisce la costruzione della chiesa ad Antonio Ricca o (Giovanni Maria Ricca) (gesuita) proveniente da una famiglia di architetti . L’edificio di forma semplice ricalca le antica fondamenta ancora visibili. E’ presente una sola navata di forma ellittica. All’interno sono presenti due grandi altari barocchi, collocate sui due altari vi sono due statue dello scultore sammargheritese Anton Maria Maragliano. Sono altresì presenti preziosi affreschi e arredi.

Santuario di Nozarego

Chiesa e convento dei Cappuccini

La Chiesa dei Frati Cappuccini, sita nei pressi del lungomare sammargheritese, vicino al locale castello, fu edificata nel 1608 assieme all'adiacente convento dei frati cappuccini. Al suo interno sono da notare un crocifisso in legno del XV secolo e una scultura in marmo, della seconda metà del XII secolo, raffigurante la Madonna in trono, opera di cultura protogotica realizzata da uno scultore proveniente dalla regione francese dell'Île-de-France.

L’abbazia della Cervara

La Cervara è un'abbazia situata a picco sul mare, sopra la strada che va a Portofino da Santa Margherita.
La vecchia chiesa ed il campanile furono costruiti nel 1361 dall'Arcivescovo di Genova. La Cervara diventa Abbazia nel 1546 : in seguito a violenti attacchi viene fortificata con torri di difesa e subisce notevoli trasformazioni architettoniche, fra cui la costruzione dei chiostri. Nel 1798 comincia una rapida decadenza e in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, il monastero viene abbandonato, saccheggiato ed infine ridotto a casa colonica e abitazione. Nel 1804 il complesso viene affidato ai frati trappisti che vi aprono una scuola, ma le difficili situazioni politiche costringono i frati ad andarsene, lasciando ricadere il monastero nell'abbandono e nella rovina. Nel 1810 l'Imperatore Napoleone sopprimeva definitivamente il monastero, che passò al Demanio.
Nel 1990 Gianenrico Mapelli acquista l'Abbazia e dà inizio ad un opera di restauro senza precedenti che restituisce il monastero alla sua antica bellezza. Il complesso, che sorge tra una densa e ricca vegetazione appena sopra la strada che costeggia la Costa dei Delfini tra Santa Margherita e Portofino, si compone di chiesa, monastero ed ampio parco con giardino.
Nel 1912 è stato dichiarato monumento nazionale. L’edificio fu costruito nel 1361 su idea di Ottone Lanfranco. L'abbazia fu rimaneggiata per la prima volta, lavori nell'abside maggiore, nel XVI secolo e nel corso del Seicento furono modificati l'altare maggiore e il coro.
Nel XVIII secolo furono aggiunte ulteriori decorazioni in marmo e la completa tinteggiatura delle pareti. Tra le opere artistiche un tempo conservate all'interno dell'abbazia vi era un pregiato polittico, posto sull'altare maggiore, opera commissionata da Vincenzo Sauli nel 1506. In seguito allo smembramento del monastero i sette pannelli - componenti il polittico - furono divisi e ad oggi conservati presso la Galleria di Palazzo Bianco di Genova, al Metropolitan Museum di New York e al Louvre di Parigi.

Oratorio di Sant’Erasmo

L’oratorio di Sant’Erasmo è localizzato nel quartiere di Corte e appartiene all’omonima confraternita, composta da marinai e pescatori; edificio settecentesco a pianta rettangolare ad unica navata, presenta una facciata semplice, al suo interno sono presenti ex voto e modellini navali.

Santa Margherita Ligure

Villa Durazzo

Complesso costituito da due ville (Durazzo-Centurione e San Giacomo), dal Castello Cinquecentesco e da un ampio parco Seicentesco, nel quale si trova un interessante giardino all'italiana con sentieri in tipico ciottolato ligure (risseu). All'interno di Villa Durazzo è possibile visitare il museo V.G.Rossi (dedicato appunto al noto scrittore e giornalista sammargheritese), gli appartamenti del Principe e la raccolta Bellometti.

Il castello

La costruzione del castello, posto ai piedi della collina su cui sorge la celebre Villa Durazzo, è risalente al 1550 a seguito della delibera del Senato della Repubblica di Genova , che decise di erigere una fortificazione a difesa del borgo dalle frequenti incursioni de i pirati saraceni . Il disegno è opera di Antonio de Càrabo, lo stesso che nel 1551 realizzerà il Castello di Rapallo. I lavori iniziarono nel 1550 per concludersi nel settembre dello stesso anno. Fu sottoposto a diversi interventi strutturali e a potenziamenti degli armamenti fino ai primi anni del XVII secolo; dal Settecento perse importanza dal punto di vista militare, grazie soprattutto alle cessate invasioni piratesche, e pertanto ricevette solo alcuni lavori di riparazione e manutenzione. Al termine della Prima Guerra Mondiale il castello fu restaurato ed intitolato in memoria dei caduti della Grande guerra.

Castello di Paraggi

La villa “Castello di Paraggi” è un pregevole edificio la cui costruzione risale al 1626, al fine di difendere la baia di Paraggi e la vicina insenatura di Portofino. Prima era una castelletto, già appartenuto ai Fieschi quando essi avevano raggiunto, nella loro massima espansione, anche le terre costiere fino a Portofino. La Repubblica genovese se ne impossessò quando rintuzzò la potenza del consorzio dei conti feudatari di Lavagna (fra i quali i Fieschi) che essa estromise dal Tigullio. Fu occupato dai Francesi nel 1812-14. Con la disfatta di Waterloo divenne di proprietà della famiglia inglese Brown già proprietaria dell’omonimo castello a Portofino. L’edificio nato con finalità militari di torre di avvistamento e di difesa, inizialmente era separato dalla terraferma da un fossato e vi si giungeva attraverso un ponticello. Successivamente, per renderlo più consono all’uso residenziale e collegarlo alla terraferma, i nuovi proprietari affidarono l’incarico della ristrutturazione all’ing.Tamburelli, che abolì, riempiendolo di pietre, lo stretto fossato che vi era dalla parte della roccia retrostante e, di conseguenza, il ponticello. Al posto della batteria di cannoni esistente fece costruire un' esile loggia ancora oggi esistente i lavori terminarono alla fine del 1890.
Il castello di Paraggi può essere considerato una delle più belle dimore al mondo . E’ ammirabile sia dal mare che , sia pur parzialmente celato dalla rigogliosa vegetazione da terra. La forma è quella di un torrione a larga pianta quadrata, leggermente scarpata, ha un cordolo a mezza altezza, in corrispondenza delle quattro garitte laterali, aveva un terrazzo di copertura, oggi scomparso e sostituito da copertura a padiglione. La trasformazione ha però conservato il parapetto merlato leggermente aggettante, poggiato su fitti beccatelli.

Gli alberghi “storici”

HOTEL IMPERIALE: in stile liberty, costruito nel 1889 come villa signorile dai signori Costa, industriali che avevano fatto fortuna in Corsica.
L'origine risale al momento storico in cui Santa Margherita Ligure divenne sempre più ambita meta di nobili del Nord-Europa desiderosi di trascorrere l’inverno in un clima mite: fu allora che i Costa pensarono di trasformare la loro villa in un Grand Hotel.
HOTEL MIRAMARE: grandiosa costruzione trasformata nel 1904 da Giacomo Costa da villa in hotel, ha ospitato innumerevoli ospiti importanti tra cui Guglielmo Marconi.

Alberghi storici: Miramare

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